+ + +     Enghele    ENGHELE FRIGO MAYAR, an baarar zimbar, ist gastòrbet    + + +     Enghele    ENGHELE FRIGO MAYAR, bar bèllan-en hörtan gadénkhan    + + +     Gianni    Ricordo: Gianni Rapelli ist gastòrbet    + + +     Gianni    Ricordo di Gianni Molinari    + + +     Gianni    Dar ünsar liibar kséll Gianni Molinari ist gastórbet    + + +     Baposte    Benedikt XVI. ist ganaamet Gaheertar Ksell   

© 1997
Oliver Baumann •
Ermenegildo Bidese





Rauschala dar plèttar
Blätterrauschen
Fruscio di foglie





xxx

Richtige Einzelgänger gibt es nicht
unter den Menschen,
höchstens Typen, die aufgrund ihrer Ungeselligkeit,
ohne Beifahrer auskommen müssen.
Ich saß an der Theke und hielt Sicherheitsabstand.
Der nächste Spiegel, über den ich die beiden Streithähne
neben mir beobachtete, war gerade einen Meter entfernt.
Die Debatte dauerte etwas lauter.
Ein schwitzender Mann,
im Kampf mit einem überschäumenden Weizen.

Ich stand zu lange am offenen Fenster,
den Blick auf das "schwarze Loch" Hinterhof gerichtet.
Wir hatten zuviel geredet. Zuviel und zu lange
und so bliebst Du alleine mit dem offenen Fenster.
Mein Haß richtete ein Blutbad an, unter den Tauben.
Ratten der Luft.
Der klare Himmel schmerzt den Augen,
wenn man sich zu früh dem Morgen anvertraut.
Doch auch dieser Tag wird vergilben.

Damis kauerte auf der äußersten Kante des Sofas.
Er glich einem Mann in einer eingeschneiten Telefonzelle
ohne Kleingeld.
Er lauschte dem Rascheln der Plastikfolie
an der oberen Fensterluke, seinem Blätterrauschen,
und erschauert sanft bei dem Gedanken an weiße Kreidespuren
auf schwarzem Asphalt,
während sich die Neonnacht ans leere Fenster klammert.
Sie, sie hatte versprochen die Dunkelheit zu erhellen.
Seine. Und nun desertiert er in den Schlaf,
 wenn sie besonders wach ist.

Veri solitari non esistono fra gli uomini,
al più dei tipi, che a causa della loro mancanza di socievolezza,
devon cavarsela senza compagno di viaggio.
Seduto ero al banco e tenevo distanza di sicurezza.
Lo specchio più vicino, tramite il quale osservavo i due attaccabrighe
accanto a me, distava appena un metro.
Il dibattito durò un po’ ad alta voce.
Un uomo che sudava,
in lotta con la traboccante spuma di una birra bianca.

Restai troppo a lungo accanto alla finestra aperta,
con lo sguardo diretto al "buco nero" del cortile interno.
Avevamo parlato troppo. Troppo e troppo a lungo
e così Tu resti da solo con la finestra aperta.
Il mio odio fece una strage, fra i piccioni.
Ratti dell'aria.
Il cielo sereno fa male agli occhi,
se ci si affida al mattino troppo di buon’ora.
Però anche questo giorno appassirà.

Damis stava accovacciato sul bordo più distante del sofà.
Sembrava un uomo in una cabina telefonica innevata
senza spiccioli.
Tendeva l'orecchio verso il fruscio del foglio di plastica
alla presa d'aria superiore della finestra, il suo fruscio di foglie,
e rabbrividiva dolcemente al pensiero delle tracce bianche di gesso
sull'asfalto nero,
mentre la notte in neon si aggrappava alla finestra vuota
. Lei, (proprio) lei aveva promesso di illuminare l'oscurità.
La Sua. Ed ora lui diserta dentro il sonno,
 quando è particolarmente sveglia.





 Oliver Baumann
in Zimbar-Gaprècht dar Siban Komàüne
Gròazòostarhòam, xx.xx.2021

 Oliver Baumann

Berlin-Neukölln, 1986

 Traduzione:

Enrico Sartori 12.04.2021
 



Pilde gamèrchet von Oliver Baumann

zurück

 

   + + +     Eventi Alpe Cimbra    + + +     Eventi Altopiano    + + +     Eventi Lessinia    + + +     Eventi Alpe Cimbra    + + +     Eventi Altopiano    + + +     Eventi Lessinia    + + +     Eventi Alpe Cimbra    + + +     Eventi Altopiano   

Nach oben