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       © 1997
Oliver Baumann •
Ermenegildo Bidese




Medien: Artikel über Zimbern (papers about Cimbrians)

2022L'Ecomuseo Cimbro vince la Bandiera Verde
Giornale di Vicenza
2022Bairische Sprachwurzeln in Italien
Vilsbiburger Zeitung
2022
Registri parrocchiali on-line
unsertirol24.com
2022
Zimbrisch: Einer vergessenen Sprache auf der SpurPfaffenhofener Donaukurier
2022
Quando è il Progno a parlare: il cimbro secondo Riccardo Ferracin
Pantheon
2021
Antonia, e i riti del natale la comunità cimbra di Giazza
WigWam
2021
Cimbern-Kuratorium hat neuen Vorstand
Dolomiten
2021
Hugo-Daniel Stoffela presenta l'enciclopedia cimbra
Alto Adige
2021
Roana, Lusern, Brandtal und Fersental
Vilstalbote
2021
Un "Ecomuseo cimbro" per il turismo sostenibile
Giornale di Vicenza
2021
I piani di Luserna per salvare il cimbro
Consiglia della PAT
2021Rotzo, un paese che ha cambiato volto
Insieme per Rotzo
2021
Il primo disco pop cantato in cimbro L'Adige
2021
Zimbern wichtiger Bestandteil der Euregio
Dolomiten
2021
Die letzten Zimbern. Lusérn und die Alpe Cimbra
Lust auf Italien
2021
Dell’appartenenza e dell’inutilità di appartenere
Trentino Mese
2021
Einer Weltsprache ebenbürtig. Warum Bairisch genial ist
SZ
2021Torniamo ai paesi: sognando bene questa voltaTrentino Mese
2021Pandemie: Sprachminderheiten in der Region in einer schwierigen LageDolomiten
2021Luserna, dall’eredità fiabesca dei Cimbri alle tracce della Grande GuerraCorriere.it
2020Wilde Romantik: Brandtal/VallarsaSüdt. Wirtschaftsz.
2020Taglia di 1000 euro per trovare i ladri della Madonna della Brea
il Dolomiti
2019Dar kholl: an alta arbat von ZimbarnGiornale Trentino
2019Spuren der Langobarden und offene FragenVilsbiburger Zeitung
2019Das älteste Bairisch spricht man in Italienklartext.la
2019Dialektpreis Bayern 2019 geht nach VeldenVilsbiburger Zeitung
2019Wo sie reden wie die Bayern vor 800 JahrenSZ
2019Studi, analisi e ricordi nel Quaderno cimbroGiornale di Vicenza
2019
Parlare il cimbro, via al corso con i veri portatori della lingua
L'Arena
2019Minderheiten in der Region: Sprache und Kultur fördernVOX News Südtirol
2018
Die Walser von Bosco Gurin
Dolomiten
2018Auf den Spuren der Urbayern / Im Mahlwerk der PolitikSZ
2018Mir gehen heute KirchenSZ
2018Südlichste bayerische Tracht und Sprache in den LaimbachtälernTraunsteiner Tagblatt
2018Die südlichste bairisch-historische Tracht gibt's im TrentinoTraunsteiner Tagblatt
2017Am Laimbach lebt zimbrische Sprache aufDolomiten
2017I Cimbri dell’Altipiano di AsiagoNazione Indiana
2015I misteriosi CimbriVizencaToday
2015Ein neuer Weg zu den deutschen SprachinselnDolomiten
2015Tornano le lezioni di cimbro per tener viva la lingua madre
L'Arena
2014Wir sind die Letzten, aber kein Museum!FAZ
2014Die Zimbern – eine vergessene deutsche Minderheit organisiert sichEJM
2013Zimbern-Verband nimmt die Arbeit aufDolomiten
2013Das Dorf der versteinerten SpracheWiener Journal
2012Zimbern nehmen Schicksal in die HandDolomiten
2012A naüga tür vor da Zimbar zungVita Trentina
2012"Bolkhent in lont von Zimbarn" : Deutsche Sprachinseln in Italien, Teil 1Sprachspiegel
2012"Sprechen die noch Deutsch? " : Deutsche Sprachinseln in Italien, Teil 2Sprachspiegel
2011In Lusern spricht man Zimbrisch: Die letzten Bayern Italiensn-tv
2011An summar voll kulturVita Trentina
2010Altbairische Sprachinseln in NorditalienHeimatzeitung.de
2010Dal Tedesco Antico al CimbrouniTN
2008Kleinste deutsche Sprachinsel. Die zimbrischen Dörfer im nordit. Trentino
Deutschlandfunk
2006
Tzimbar Lentak - das Zimbrische lebtFAZ
2006Alltag auf Mittelhochdeutsch. Die Sprachinsel Lusern in NorditalienDeutschlandfunk



1997LUSERN - die südlichste deutschsprachige SprachinselMößlang
1997Call me Nicolussi, just to avoid confusionindependent.co.uk
1997Il partito del cognome unicoRepubblica.it
1996The Altopiano: an historical outlineIHSJ
1990Die letzten BajuwarenDie Zeit



1976
Bierprobe diesmal mit cimbrischen Mädchen
Vilsiburger Zeitung









 



2022L'Ecomuseo Cimbro vince la Bandiera Verde 
 "Il Giornale di Vicenza 21.06.2022 
 
ROTZO È BANDIERA VERDE DI LEGAMBIENTE | Abbiamo ricevuto oggi questo importantissimo riconoscimento dalla Carovana delle Alpi di Legambiente per “la realizzazione dell’Ecomuseo Cimbro dei Sette Comuni, risultato di uno sforzo profuso nella valorizzazione ambientale e storica degli antichi percorsi e sentieri e per l’attenzione rivolta all’aspetto etnografico/culturale del paese e delle sue radici Cimbre e preistoriche”. Ringraziamenti sentiti vanno a Legambiente Alpi e al Circolo Legambiente Altopiano Sette Comuni, al gruppo di Mobilità Dolce Sette Comuni che da anni promuove un’unica rete etnografica di percorsi di mobilità dolce per lo sviluppo di un turismo lento e responsabile. Un grazie di cuore va alla comunità di Rotzo che ama prendersi cura del territorio e del paesaggio e che contribuisce ogni giorno alla cura e alla bellezza del nostro borgo. Un ringraziamento doveroso ai dipendenti comunali che con dedizione e tanto lavoro supportano l’amministrazione nella realizzazione dei progetti e che in particolare con l’Ecomuseo Cimbro dei Sette Comuni hanno avuto tanta pazienza nel capire ed accettarne la complessità. Dedichiamo questo riconoscimento al Sindaco Aldo Pellizzari, che in questo progetto ha creduto e l’ha sostenuto con convinzione e fermezza. La bandiera verde di Legambiente sventolerà sempre sulle cose belle fatte durante il suo mandato. L’auspicio ora è di proseguire sulla strada tracciata per il bene di Rotzo e di tutta la sua comunità. L’amministrazione comunale di Rotzo
Fonte: Insieme per Rotzo 18.06.22


Vedi anche:
CAROVANA DELLE ALPI, REPORT BANDIERE VERDI E NERE 2022
 Download Online-Artikel (pdf)06/2022
 
2022Bairische Sprachwurzeln in Italien 
 "Landshuter Zeitung 13.06.2022 08:35 Uhr 
 
Cimbern-Kuratorium auf Fahrt nach Lusern und das Brandtal in Südtirol

Die Reisen des Cimbern-Kuratorium Bayern mit seinen Wissenschaftlern in die zimbrischen Gemeinden Norditaliens tragen zur Wiederbelebung einer fast vergessenen Sprache bei.


 Download Online-Artikel (pdf)06/2022
 Download Ausführlicher Reisebericht (pdf)06/2022
 Read Ausführlicher Reisebericht (pdf)06/2022
 
2022Registri parrocchiali on-line 
 "unsertirol24.com 04.03.2022 14:00 Uhr 
 
Ora è possibile accedere online ai registri parrocchiali sudtirolesi dall’anno 1565 fino al 1923.

I registri parrocchiali: una fonte di informazioni e notizie indispensabile e praticamente inesauribile per i ricercatori, per chi ama le “piccole storie”, per chi vuole semplicemente ri-scoprire le vicende della propria famiglia. Nel 1563 il Concilio di Trento introdusse per la prima volta l’obbligo per le parrocchie cattoliche di compilare i registri dei battesimi e dei matrimoni. Per il periodo che va dal 17° al 19° secolo, i libri canonici sono la fonte scritta più importante per la ricerca storica genealogica e demografica per gran parte dell’Europa. Dal 1784 al 1923 i libri canonici nei territori della Monarchia asburgica, compresa ovviamente la parte meridionale del Tirolo, svolsero anche la funzione di registri di stato civile. Il 1° gennaio 1924, dopo l’annessione del Tirolo Meridionale all’Italia, furono introdotti anche da noi i registri comunali di stato civile secondo la legge italiana. I registri delle parrocchie trentine sono stati tutti scansiti, riportati prima su microfilm, poi su di un database molto più semplice da visualizzare e consultare. Database che però è accessibile solo recandosi di persona presso l’Archivio Diocesano a Trento, previ appuntamento e disponibilità di una della decina di postazioni presenti nell’apposita sala. Da venerdì invece, i registri anagrafici delle parrocchie sudtirolesi sono online, e quindi consultabili direttamente “da casa” da tutti gli interessati. Come annunciato venerdì nella conferenza stampa di presentazione del progetto: “Non è più necessario fare un pellegrinaggio da un archivio parrocchiale all’altro, da oggi si può accedere alle voci dei libri ecclesiastici sudtirolesi online indipendentemente dagli orari e dal luogo. Tutto ciò è reso possibile da un progetto dell’Archivio provinciale in collaborazione con la Diocesi di Bolzano-Bressanone “. Ecco qui il link per accedere all’archivio: REGISTRI PARROCCHIALI Un passo avanti davvero notevole, che va ad aggiungersi agli archivi dei territori imperiali e non solo, già disponibili per esempio sul sito MATRICULA ONLINE


 Download Online-Artikel (pdf)03/2022
 

2022Zimbrisch: Einer vergessenen Sprache auf der Spur 
 "Pfaffenhofener Donaukurier Nr. 20, S. 19 - 07.02.2022 
 
Auch bairische Elemente sind enthalten: Früherer Pfaffenhofener Gebhard Rott ist als Hobbyforscher begeistert

Anger/Pfaffenhofen - Im Ruhestand einfach in den Tag hineinzuleben, das ist nichts für Gebhard Rott. Der gelernte Industriekaufmann befasst sich als Hobby mit den Zimbern und deren Sprache. Die Cimbern oder Zimbern sind die Nachfahren deutscher Siedler, die sich in der Zeit zwischen 1050 und 1350 in Oberitalien angesiedelt haben - überwiegend in den heutigen Provinzen Trient, Verona und Vicenza. Und das Besondere dabei ist: Bis heute sind dort die urtümlichen bairischen Dialekte erhalten.

Gebhard Rott ist in Pfaffenhofen aufgewachsen, lebt aber seit Jahrzehnten in Aufham, einem Ortsteil der Gemeinde Anger im Berchtesgadener Land. Und seit rund einem halben Jahr ist er nun Mitglied im Verein "Cimbern-Kuratorium Bayern" und hat sich mittlerweile ausführlich mit der Thematik befasst. Dazu hat er sich innerhalb weniger Monate eine Sammlung an Nachschlagewerken und Quellen rund um die Zimbern angeschafft.

Von Maria Horn


 Download Online-Artikel (pdf)02/2022
 Download Print-Artikel (pdf)02/2022
 
2022Quando è il Progno a parlare: il cimbro secondo Riccardo Ferracin 
 "Pantheon" 129, Anno 14 - N° 1, Febbraio 2022 
 
Una passione che va dal sud di Verona all’estremo nord della città, quella di Riccardo Ferracin. 23 anni, laureato in Lingue per il turismo e il commercio internazionale all’Università di Verona, originario di Bonavigo, Riccardo si è avvicinato a una lingua per lui sconosciuta e dal sapore antico: il cimbro. L’idioma germanico, di origine bavarese, si parla (sì perché, seppur da pochi, ancora viene parlato) principalmente nelle zone a nord del Veneto e in Trentino. Riccardo ha studiato per mesi questa lingua per la sua tesi di laurea, dialogando con gli ultimi parlanti, professori e studiosi. Un percorso lungo che lo ha portato a un importante riconoscimento: il primo premio nella sezione poesia del concorso sulla lingua cimbra Tönle Bintarn a Luserna. Come ti sei avvicinato alla lingua cimbra? Fin da piccolo ho frequentato la Lessinia, dove ho avuto i primi contatti con il cimbro. All’università ho dunque pensato di scrivere la tesi proprio su questa lingua. La professoressa che ha seguito il progetto mi ha consigliato di intervistare gli ultimi parlanti di cimbro, a Giazza. Per realizzare queste interviste ho quindi contattato lo Sportello Cimbri di Selva di Progno, che mi ha messo in contatto con la studiosa Antonia Stringher. Insieme a lei ho avuto l’opportunità di conversare con quattro parlanti di questo idioma, che mi hanno aiutato anche nella traduzione di alcune frasi. A causa del Covid, ho però dovuto proseguire l’apprendimento del cimbro praticamente da autodidatta, pur sempre con l’aiuto da remoto dei professori e di Antonia Stringher. Con lei ho inoltre collaborato alla pagina Facebook De Zimbar 'un Ljetzan, contribuendo alla pubblicazione di articoli e traduzioni. E poi è arrivato il concorso a Luserna… Attraverso internet ho scoperto l’esistenza di questo concorso sulla prosa e poesia in lingua cimbra, Tönle Bintarn, che si tiene a Luserna dal 2011. Ho deciso di partecipare con un mio componimento in rima dedicato al torrente Progno. Mi sono ispirato alla poesia L’Adese, di Tolo da Re, e ho personificato l’affluente, vincendo il primo premio nella sezione poesia. Ora mi è stato proposto di realizzare una grammatica definitiva cimbra, per racchiudere in un unico volume tutte le regole sintattiche e integrare quelle che ancora mancano. Cosa ti lega al torrente Progno, a cui hai addirittura dedicato il componimento? Il Progno è un affluente dell’Adige, a cui sono molto legato. L’acqua dell’Adige che scorre vicino al mio paese, Orti di Bonavigo, quindi, ha un po’ dell’acqua della Lessinia. Questa miscellanea rappresenta la vicinanza, seppur geograficamente distante, che coltivo con questo territorio. 

di Valentina Ceriani


Poesia: Hoar iz gareida ume bazzare

 Download Artikel (pdf)02/2022
 
2021Antonia, e i riti del natale la comunità cimbra di Giazza 
 "WigWam" Anno XXXI, N° 83, 17. Dezember 2021 
 
Le culture ataviche dei tanti popoli che costituiscono l'Italia e il Veneto, minoritarie ma importanti per il patrimonio tramandato. 


 Download Artikel (pdf)12/2021
 
2021Cimbern-Kuratorium hat neuen Vorstand 
 "Dolomiten" 27. Oktober 2021 
 
MINDERHEITEN: Oßner als Vorsitzender bestätigt — Nicolussi und Stoffella vertreten Welschtirol

LANDSHUT/BRANDTAL. In Altfraunhofen bei Landshut fand kürzlich die Jahreshauptversammlung des Cimbem-Kuratoriums Bayem e.V. statt. Ziel des Kuratoriums, das 1969 in München u.a. auf Initiative des damaligen Oberbürgermeisters und langjährigen Südtirol-Freundes Hans—Jochen Vogel gegründet wurde, ist die Pflege, Erhaltung, Erforschung von Sprache und Kultur der Zimbem im heutigen Oberitalien, deren Sprache als älteste, noch heute gesprochene bairische Mundart gilt. Auf der Tagesordnung stand auch die Neuwahl des Vorstandes. Der langjährige Vorsitzende Jakob Oßner wurde in seinem Amt bestätigt, während Univ.Prof. Anthony Rowley wieder zu seinem Stellvertreter bestellt worden ist. Als Vertreter der Zimbem in Oberitalien wurden in den Vorstand gewählt: Für die Zimbem in Welschtirol wurde Luis Nicolussi-Castellan bestä tigt und zudem das langjährige Kuratoriumsmitglied Hugo-Daniel Stoffella neu gewählt. Für die Zimbem der Sieben Gemeinden in der Provinz Vicenza („Visentheiner Siban Komäun“) sitzt Sergio Bonato im Vorstand, während Vito Massalongo die Zimbem der 13 Gemeinden in der Provinz Verona („Draizehen Kamaun vun Bearn“) vertritt. Trotz Pandemie wird ein intensiver Austausch gepflegt. So begab sich kürzlich Bayem-Kuratorium-Vorsitzender Jakob Oßner mit einer Delegation des Kuratoriums aus Bayern ins Brandtal. Gemeinsam mit Hugo—Daniel Stoffella wurden aktuelle Lage und Zukunftsperspektiven der Zimbem erörtert. Eine Führung durch das kleine zimbrische, seit kurzem für die Öffentlichkeit zugängliche Kultur- und Heimatmuseum im Brandtal durfte nicht fehlen. 


 Download Artikel (pdf)10/2021
 
2021Hugo-Daniel Stoffela presenta l'enciclopedia cimbra 
 "Alto Adige" 14. Oktober 2021 
 
La pubblicazione. Col patrocinio Euregio è dedicata in particolare alle Valli del Leno

Bolzano. Grande risonanza ha avuto l'ultima pubblicazione del bolzanino con origine trentine Hugo—Daniel Stoffella, presentata con il patrocinio dell‘Euregio. Si tratta di una vera e propria enciclopedia cimbra delloa nostra Regione, dedicata in particolare alle Valli del Leno. situate tra l'altopiano cimbro di Folgaria-Lavarone- Luserna e i XIII Comuni cimbri veronesi della Lessinia. Le Valli del Leno, costituite dai due rami del torrente Leno, quello di Vallarsa e quello di Terragnolo, nonché dalle montagne di Trambileno, in primis il Pasubio, sono considerate le comunità montane più meridionali dell'Euregio. Simbolo delle stesse è il piccolo santuario di San Colombano, considerato tra le sette meraviglie in posti più isolati del mondo, immagine emblematica che spicca sulla copertina del libro. Particolare il messaggio di saluto da parte del Vicepresidente della Regione, Giorgio Leonardi, che si è complimentato per l‘ iniziativa: «L'opera del professor Stoffella valorizza le particolarita locali delle Valli del Leno con passione e competenza. È certamente un contributo alla migliore conoscenza di un territorio della nostra Regione ma è anche un'occasione per riflettere sull'identità per molti aspetti unica e originale, e perciò preziosa, della sua popolazione. Mi congratulo con l'autore per l'ottimo risultato della sua fatica e con gli organizzatori per la bella iniziativa». Giudizi lusinghieri sono giunti anche da oltreconfine. Così nel suo messagio di saluto, il Ministro di Stato della Baviera per la ricerca scientifica, Bernd Sibler, ha ricordato che l'emigrazione dei coloni bavaresi è ancora oggi viva nel nostro comune patrimonio culturale e che il cimbro, molto affine all'antico dialetto bavarese, costituisce la più antica forma, ancora oggi parlata, della lingua tedesca. Autorevole anche il giudizio del Console Onorario della Repubblica Federale della Germania per la regione Trentino—Alto Adige, Avv. Gerhard Brandstätter, che ha espresso congratulandosi con l'autore «che opera instancabilmente come vero e proprio costruttore di ponti culturali. Altoatesino, nato e cresciuto qui, ha consolidato, grazie alle sue radici, il legame tra l'Alto Adige e la sua terra d'origine, l'area cimbra situata nel Tirolo storico ossia nell'odierno Trentino, e con lungimiranza ha costruito, e notevolmente ampliato, un ponte verso la terra d'origine storica dei Cimbri, ovvero la Baviera. ll nostro territorio ha bisogno di tali umanisti transfrontalieri, che operano, gratuitamente in forma di volontariato e nel loro tempo libero, per un'Europa comune. Stoffella ha creato con il presente libro un'opera permanente, per la quale desidero congratularmi con lui» . Significativo, infine, l'apprezzamento da parte del ladino Manfred Vallazza, assessore delle minoranze linguistiche in Regione.

 Il libro è edito dal Centro di Documentazione e Comunicazione Minoranze Linguistiche nelle Alpi (DoCoMA).


 Download Artikel (pdf)10/2021
 
2021Roana, Lusern, Brandtal und Fersental. 
 "Vilstalbote - Nr. 41" 14. Oktober 2021 
 
Gelungener 4-tägiger Besuch bei Freunden in Oberitalien.

Die Corona-Pandemie verhinderte im letzten Jahr die geplanten Besuche in die zimbrischen Gemeinden Oberitaliens. Doch jetzt konnten unter Einhaltung der geltenden Corona-Regeln einige Besuche mit Bus und dem Auto nachgeholt werden. So führte wie berichtet, eine Busreise in die 13 Gemeinden des Illasitales bei Verona mit dem Besuch der Oper "Turandot". Eine Veldener Besuchergruppe mit Franz Stanglmayr und Cimbernvorsitzenden Jakob Oßner an der Spitze führte eine 4-Tagestour mit dem Auto in die oberitalienischen Sprachinseln um die bestehenden jahrzehntealten Freundschaften zu vertiefen. Nach der Autobahn-Abfahrt bei Trient wurde nach einer 5-stündigen Fahrt der erste Zielort Lusern erreicht. Bürgermeister Gianni Zaiga und Altbürgermeister Luis Nicolussi Castellan freuten sich sehr wieder mit Freunden aus Bayern sprechen zu können. Beide stellten in Aussicht im nächsten Jahr auch zu ihrer Partnergemeinde nach Tiefenbach zu reisen. Luis Nicolussi ließ es sich nicht nehmen das außerordentlich stattliche aber sehr informative Dokumentationszentrum den Besuchern aus dem Landshuter Raum zu zeigen. Durch jährlich wechselnde Sonderausstellungen soll das oft beschwerliche Leben der Menschen mit den Wildtieren in der unberührten Natur der " Lessinischen Bergen" anschaulich dargestellt werden, was wieder nach Meinung der Besucher sehr gut gelungen ist. Der Brandtaler Cimbernforscher Prof. Dr. Hugo-Daniel Stoffella empfing die Gäste aus Bayern in seinem im Aufbau befindlichen kleinen Heimatmuseum in Parocchia im Brandtal. Bemerkenswert für die Gäste waren die deutschen Sprachkenntnisse seiner schulpflichtigen Kinder und das Bemühen die Kontakte mit den Bayern zu intensivieren. Gerne würde Dr. Stoffella mit seiner Trachtengruppe auch nach Velden zur 1250 Jahrfeier im Jahre 2023 kommen. Die Veldener Partnergemeinde Roana und das Fersental waren weitere Stationen. Cimbern-Vorstandsmitglied Francesco Rebeschini empfing in ganz besonders herzlichem Ambiente die Gäste in seinem Hotel Amicizia und erinnerte an die gelungene 50-Jahrfeier in Velden im Jahre 2019 auch aus Sicht der italienischen Sprachinselgemeinschaft. Der nur für sichere Auto-Fahrer wie Franz Stanglmayr geeignete schmale Kaiserjägerweg hoch über den Caldonazzosee führte die Fahrtteilnehmer über Trient-Pergine ins Val di Mocheni (deutsch= Tal der Macher) ins Fersental. Im Hauptort Palai empfing Museumsleiter Leo Toller seine Gäste und erklärte seine außergewöhnlich informative und wissenschaftlich fundierte Sonderausstellung über die Entwicklung von Sprachen im allgemeinen und der gesprochene Sprache im Fersental, nämlich das "Fersentalerische", eine deutsche Sprache mit bayrisch-tirolerischem Akzent. Diese sehenswerte Sonder-Ausstellung ist auch noch im Jahre 2022 zu besichtigen.
Autor: Jakob Oßner


 Download Artikel (pdf)10/2021
 
2021Un “Ecomuseo cimbro” per il turismo sostenibile 
 "Giornale di Vicenza - 05. Oktober 2021 
 
«Una proposta fatta di cultura, aria aperta, silenzi, panorami, profumi etradizione ma che non esclude spettacoli, musica e grandi eventi».

Far conoscere l'identità dell’Altopiano, dalla storia alle tradizioni, attraverso la narrazione della radice cimbra. Una tradizione orale e linguistica ancora recente nei Sette comuni nella sua toponomastica, nei soprannomi delle famiglie, nei nomi di luoghi e contrade e che adesso sarà ulteriormente valorizzata. È lo scopo della creazione dell‘"Ecomuseo cimbro dei Sette Comuni”, progetto nato e realizzato nel territorio di Rotzo che, è l’auspicio, si spera possa essere implementato per abbracciare tutto il territorio altopianese unito dall’antico idioma
Autor: Gerardo Rigoni


 Download Artikel (pdf)10/2021
 
2021I piani di Luserna per salvare il cimbro 
 "Consiglio della Provincia Autonoma di Trento - Giornale online" 06. Oktober 2021 
 
Tante idee e proposte al vertice con l’Autorità per le minoranze

A Luserna, la sera, vanno a dormire poco più di duecento persone. Sono queste le risicatissime cifre residue dei parlanti la lingua cimbra, quelli ancora completamente legati al territorio. Questo è il patrimonio antropologico e culturale che il Trentino può e deve tutelare e incrementare, proiettando nel futuro questa antica lingua minoritaria di origini bavaresi.
Per monitorare la situazione reale, conoscerne i molti risvolti e preparare un’azione concreta, ieri nel paese – faticosamente raggiungibile salendo da Caldonazzo, da Calliano o da Vigolo Vattaro – si sono recati i tre componenti dell’organismo istituito presso il Consiglio provinciale allo scopo di difendere gli idiomi ladino, mocheno e cimbro. La nuova terna dell’Autorità per le minoranze linguistiche – presidente la fassana Katia Vasselai, al lavoro con la mochena Chiara Pallaoro e il cimbro Matteo Nicolussi Castellan - è stata di recente a Palù del Fersina e con questa seconda uscita ha proseguito la sua mappatura della situazione (terza e ultima tappa sarà Sen Jan di Fassa).
Al tavolo con l’Autorità, per un vertice ampiamente esaustivo dei diversi ruoli, ieri c’era tutta la dirigenza locale: il sindaco di Luserna, che è anche presidente dell’Istituto culturale cimbro; il vicesindaco, autentica memoria storica della comunità locale; il vicepresidente dell’Istituto e anche del Centro di documentazione di Luserna, Michele Nicolussi Paolaz; il direttore del Centro e quindi delle quattro distinte sedi espositive, Lorenzo Baratter; il presidente del Comitato scientifico dell’Istituto cimbro e professore universitario, Ermenegildo Bidese; il direttore dell’Istituto Willy Nicolussi Paolaz; la dirigente dell’Istituto scolastico comprensivo di Folgaria, Lavarone e Luserna, Roberta Bisoffi.
Il primo cittadino in particolare ha fornito un quadro esaustivo, partendo da un dato che parla da solo: il calo demografico del 14% in 11 anni. Nel ’67 a Luserna vivevano 654 persone e c’erano macelleria, tabaccheria, sportello bancario, perfino un negozio di abbigliamento. Tutto chiuso. L’emigrazione – da allora – è stato uno stillicidio e l’economia resta tuttora depressa, con un Pil pro capite di 14.550 euro, in coda alla lista dei Comuni trentini.
Dalla radiografia di ieri sono emerse tante problematiche irrisolte, ma soprattutto spunti e buone idee per dare battaglia allo spopolamento di Luserna e alla marginalizzazione della lingua cimbra. Si confida – anzitutto – che il presidente della Provincia sblocchi il finanziamento per adeguare la kaiserjaegerstrasse “del Menadòr”, che sale strettissima dalla Valsugana. Altro potrebbe fare il bilancio Pat, ad esempio diversificare gli sgravi fiscali e i contributi sugli investimenti per le attività economiche nei paesi trentini segnati da calo demografico. Tra le opere pubbliche, si sogna una funivia da Pedemonte (Valdastico) o una piccola seggiovia di 200 metri, per collegare il centro paese alle piste del Centro di Fondo Millegrobbe e al sistema dei forti.
Allettante appare la prospettiva di attivare a Luserna una scuola – inizialmente estiva – per lo studio immersivo delle lingue, con foresteria e collegio (il tedesco farebbe la parte da leone, ma si potrebbe insegnare anche il cimbro).
Un appunto viene rivolto anche al Consiglio provinciale: nelle sedi dell’assemblea le scritte al pubblico siano anche in lingua minoritaria, per incuriosire i trentini e dire a voce alta che la nostra è una provincia multilingue (e – ricordiamocelo – per questo ha l’autonomia speciale).
Si è parlato - come in valle dei Mocheni - di indennità di bilinguismo per chi lavora (in Regione c’è inspiegabilmente per il ladino e non per le altre due lingue). Si è discusso inevitabilmente di scuola: il servizio 0-6 anni in paese e poi la scuola primaria a Lavarone (con la maestra Nadia Nicolussi Paolaz) fanno un lavoro egregio a favore del cimbro, ma poi a livello di medie inferiori ci si perde.
Dolente è il tasto delle gestioni associate, perché Luserna dice a chiare lettere di essere stata costretta a subire accorpamenti di servizi comunali a Lavarone e di non avere nemmeno un posto nell’organo esecutivo della Magnifica Comunità (che pure si chiama.. degli Altipiani Cimbri).
C’è davvero molto da fare, l’ha detto anche la presidente Vasselai. Si auspica che – cinque anni dopo la mozione Baratter in Consiglio provinciale – il governo provinciale metta mano ai promessi accordi di programma dedicati. Occorre agire e la guerra non è ancora perduta. Lo fanno sperare, in fondo, scelte come quelle di Matteo Nicolussi Castellan: il giovane membro dell’Autorità ha scelto qualche anno fa di lasciare il fondovalle e la città e di tornare stanziale nel paese di origine. Per parlare e vivere da cimbro.
Autore: Luca Zanin


 Download Artikel (pdf) + in Mocheno + in Cimbro10/2021
 
2021Rotzo, un paese che ha cambiato volto 
 "Insieme per Rotzo" 26. September 2021 
 
Era la primavera del 2018 quando, durante la manifestazione ‘Paesaggi terrazzati’ che si svolgeva a Marostica, ebbi modo di incontrare alcuni partecipanti giunti da Rotzo. Io rappresentavo l’Associazione Mondo Rurale, da qualche decennio impegnata - con incontri, mostre, libri - nella salvaguardia di ciò che di importante rimane della Civiltà contadina. Avevo avuto positivi rapporti con diversi comuni dell’Altopiano, soprattutto in ordine all’allestimento di alcune mostre a tema già presentate nel Castello inferiore di Marostica. Mai con Rotzo. Mi colpirono subito i costruttivi interventi di Caterina Zancanaro, allora vicesindaco, di cui ammirai il desiderio profondo di valorizzare aspetti significativi del territorio montano quali i terrazzamenti, ritenuti elementi del paesaggio da tutelare. Era chiaro che i suoi obiettivi coincidevano con quelli della mia Associazione e ciò ci pose subito in grande sintonia. In quei giorni maturò l’idea di portare al Mercatino Cimbro, che stava per nascere, la lavorazione della paglia quale elemento di una tradizione locale purtroppo caduta in oblio. Eppure, almeno per tre secoli, gli abitanti dei paesi più a meridione dell’Altopiano, Lusiana e Conco con tutte le loro frazioni, avevano trovato proprio nell’ intreccio della paglia e nella produzione di borse e cappelli una valida integrazione alla magra economia familiare. Anche gli altri comuni ne furono interessati poiché, quando ancora vi si coltivava il frumento, al tempo della mietitura giungevano addetti all’approvvigionamento della paglia, materiale che avrebbe dato i preziosi ‘fastughi’ da intrecciare al fine di ottenere il semilavorato utile a realizzare cappelli, borse, cestini, stuoie e molto altro. La scelta oculata degli espositori fu vincente nel rendere caratteristico il Mercatino Cimbro. A questo appuntamento settimanale di luglio e agosto, ben presto cominciarono a giungere visitatori da tutto l’Altopiano e poi anche dalla pianura. Molti di essi non erano mai stati a Rotzo e il mercatino rappresentò per loro l’opportunità di conoscere e apprezzare questo paese che pareva risvegliarsi per mettere in mostra le sue ‘perle’. Insieme alle celebrate patate, l’Amministrazione aveva puntato sulla valorizzazione del territorio, della sua storia, delle sue tradizioni. Insomma, credeva nella cultura nei suoi vari aspetti. Anno dopo anno, tornando al Mercatino si percepivano ed apprezzavano le nuove realizzazioni: non solo il Bostel col richiamo del sito preistorico, non solo il Museo Archeologico con l’introduzione della realtà aumentata, ma anche i percorsi sistemati adeguatamente, le indicazioni precise ed esaurienti, la tabellazione talmente efficace e completa con i suoi termini cimbri da essere additata, dagli stessi ospiti, ad esempio da seguire per gli altri comuni vicini. E poi il Centro Culturale con la Biblioteca e libri, tanti libri per approfondire le conoscenze. E che dire delle attività culturali dei mesi estivi? Conferenze, convegni, mostre, presentazione di volumi, proposte gradite da residenti e turisti, molti dei quali provenienti dai paesi limitrofi. Ho colto in questi anni di un grande fervore, dovuto ad una scelta precisa dell’Amministrazione. Quando ho conosciuto il sindaco Aldo Pellizzari ho capito che la collaborazione con la sua vice Caterina Zancanaro era frutto di una comune spiccata sensibilità che li faceva procedere in sintonia e credo che questo impegno condiviso abbia prodotto il cambiamento in atto. Voglio sperare che il grave lutto che ha colpito la comunità con l’immatura e tragica scomparsa del suo Sindaco non interrompa in alcun modo il percorso intrapreso. E, mentre mi unisco al dolore di tutto il paese dalla cui Amministrazione mi sono sentita accolta e stimata, vedo la strada segnata: Rotzo non è più percepito come un piccolo villaggio marginale dell’Altopiano, ma come un paese consapevole della propria storia e propulsore di cultura, un paese che guarda con fiducia al futuro, rispettando e valorizzando il suo territorio e le sue tradizioni”.
Autore: G. Francesca Rodeghiero Runz


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2021Il primo disco pop cantato in cimbro 
 "L'Adige" 25. September 2021 
 
L'antica lingua degli Altipiani sfida il e celebra con orgoglio il paese die Luserna.

 L'opera si intitola "Naüge Beng - Strade nuove" e raccoglie dieci brani tra inediti, pezzi della tradizione popolare e classici internazionali del jazz e del blues tradotti. La cantante e attrice Maria Roveran, protagonista del film "Resina", e il compositore Joe Schievano hanno lavorato due anni al progetto sostenuto dall'Istituto cimbro.


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Zo lüsanan (Preview 1 of 10: 'Z iz gelaich )
09/2021
 
2021Zimbern wichtiger Bestandteil der Euregio 
 "Dolomiten" 06. September 2021 
 
SPRACHMINDERHEIT: Nachkommen der Ursiedler aus Bayern kämpfen um ihr Kulturerbe - Standardwerk über zimbrische Sprache in Laimbachtälern vorgestellt.

BRANDTAL/VALARSA. Hohen Besuch erfuhr kürzlich die südlichste Berggemeinde der Europaregion Tirol. Anlass dafür war eine der zimbrischen Sprachgemeinschaft gewidmete Veranstaltung, welche die Vorstellung eines Standardwerkes über die zimbrische Sprache samt Orts-, Flur- und Familiennamen in den Laimbachtälern (Valli del Leno), die feierliche Enthüllung einer Schautafeln mit den zimbrischen Flurnamen und die offizielle Eröffnung des Kultur- und Heimatmuseums zum Inhalt hatte.


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2021Die letzten Zimbern. Lusérn und die Alpe Cimbra 
 "Lust auf Italien" Juli-September 2021 
 
Noch nie einen Zimbern getroffen? Dann ist es höchste Zeit, die letzte Sprachinsel dieses Volkes kennenzulernen. Eine Forschungsreise mit großem Erholungsfaktor.


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2021Einer Weltsprache ebenbürtig 
 "Süddeutsche Zeitung" 23. März 2021 
 
Linguistikprofessor Günther Grewendorf begeisterte mit seinen Vorlesungen weltweit, jetzt befreit er das Bairische vom Ruch des "hinterwäldlerisch Verschrobenen": I mog di obwoist a Depp bist. Grewendorfs Conclusio lautet, dass "Dialekte mit ihren spezifischen grammatischen Eigenschaften als eigenständige Sprachsysteme anzusehen" seien, die man sich am einfachsten in der Kindheit bis zur Pubertät aneignet. Sonst wird es so mühselig wie das Erlernen einer Fremdsprache mit all den Fallen bei Aussprache und Grammatik. Diese und ähnliche wissenschaftlichen Schlüsse führten ihn zu der gerade für Bayern tröstlichen Erkenntnis, dass "die Geringschätzung, die Dialekten und Dialektsprechern häufig entgegengebracht wird", linguistisch absolut "ungerechtfertigt" sei.


Karl Forster
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2021Torniamo ai paesi: sognando bene questa volta 
 "Trentino Mese" 09. März 2021 
 
Che cos’è un paese di montagna? Un grumo di case abbracciate, addossate le une alle altre per darsi conforto, per non scivolare giù quando certe sere d’inverno il vento da Nord-Est ti viene a bussare ai vetri delle finestre e sopra ai coppi del tetto. Un grumo di case, le più con le porte e le finestre sprangate a rinchiudere muffe e silenzi e fantasmi di tante vite trascorse altrove.

Andrea Nicolussi Golo
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2021Dell’appartenenza e dell’inutilità di appartenere 
 "Trentino Mese" 08. April 2021 
 
Andrea Nicolussi Golo: Responsabile dello sportello Linguistico della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri, collabora con l’Istituto Cimbro di Luserna/Lusérnar Kulturinstitut. Ha pubblicato il libro di racconti Guardiano di Stelle e di vacche (2010), e i due romanzi Diritto di Memoria (2014) e Di roccia di neve di piombo (2016), quest’ultimo finalista e segnalato ai Premi ITAS, Rigoni Stern e Leggimontagna. Nel 2011 è stato insignito del premio “Ostana scritture in lingua madre”. Ha vinto numerosi concorsi di poesia sia in lingua cimbra che in italiano e nel 2013, su autorizzazione Einaudi, ha dato alle stampe la traduzione in lingua cimbra del capolavoro di Mario Rigoni Stern Storia di Tönle. Nel 2016 ha pubblicato la traduzione in cimbro de Il piccolo principe e nel 2018 la versione integrale di Pinocchio. Per l’Istituto Cimbro di Luserna ha pubblicato varie favole per bambini.

Andrea Nicolussi Golo
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2021"Die Krise als Chance nutzen" 
 "Dolomiten" 20. Februar 2021 
 
Pandemie: Auch die Sprachminderheiten in der Region sind in einer schwierigen Lage

Interview mit Regionalassessor Manfred Vallazza.
"Jene Luserner, die in ihrer Heimat geblieben sind, hängen alle irgendwie mit Museum und Kulturinstitut zusammen. Ohne die Schulklassen und andere Besucher-Gruppen von außen, mit denen man ein bisschen verdienen kann, fehlt Einkommen in der Gemeinde."
 "In Lusern gibt es doch einige Restaurants, die von Besuchern leben. Das fehlt komplett. Erst vor ein paar Jahren haben Leute aus Lusern wieder solche Lokale übernommen. Die sind jetzt in einer großen Krise."


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2021Luserna, dall’eredità fiabesca dei Cimbri alle tracce della Grande Guerra 
 "Corriere della Sera" 06. Februar 2021

 
 Tra le valli trentine sopravvive un polo contadino di origini antichissime che ha saputo conservare tradizioni popolari e la lingua degli avi senza isolarsi dal mondo
Luserna è un paese di poco meno di 300 abitanti che si trova in provincia di Trento, posizionato nella parte nord-occidentale dell’Altopiano dei Sette Comuni, vicino al Passo Vezzena a quota 1.402 metri, che dà accesso all’Altopiano di Lavarone. Le case sono prevalentemente in legno sia all’esterno che all’interno, le stufe in maiolica sono presenti in ciascuna di esse, così come un’altra solida tradizione è rappresentata dal tramandarsi i mobili in legno fatti a mano. Il mercato immobiliare presenta molte e favorevoli occasioni di acquisto a prezzi davvero ragionevoli: un trilocale può costare tra i 70 e i 100 mila euro. Un maso ha una quotazione più alta, ma anche una superficie che permette un’organizzazione degli spazi più generosa: il prezzo ammonta a circa 200 mila euro compreso il fienile.

 Von Luca Bergamin
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2020Wilde Romantik: Brandtal/Vallarsa 
 "Südtiroler Wirtschaftszeitung" 25. September 2020

 
 BRANDTAL/VALLARSA – Einst strategisch wichtige Grenzregion für das Kaiserreich Österreich-Ungarn, ist die Trentiner Gemeinde heute eine wild romantische Gegend mit vielen historischen sowie landschaftlichen Geheimnissen und zahlreichen Freizeitangeboten – nicht weit von Südtirol. Brandtal/Vallarsa ist eine Streugemeinde am Fuße des Kaiserjägerberges Pasubio und der Bergkette der Kleinen Dolomiten an der alten Tiroler Grenze mit immerhin 35 kleinen Dörfern sowie 19 Weilern, die entlang dieses Bergtales auf beiden Seiten weit verstreut liegen. Die Gemeinde liegt etwa 32 Kilometer südöstlich von Trient im gleichnamigen Tal, das vom Leno (Laimbach) in Richtung Nordwesten durchlossen wird und bei Rovereto in die Etsch mündet. Im Südosten grenzt die Gemeinde unmittelbar an die Region Venetien. Hier enden die Alpen. Ab der Grenze am Fugazze-Pass (1.163 Meter) geht es in Richtung Vicenza hinunter.

 Von Hugo-Daniel und Mauro Stofella
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2020Taglia di 1000 euro per trovare i ladri della Madonna della Brea:
“Ci hanno sottratto un pezzo di cultura”
 
 "il Dolomiti" 02 marzo 2020 - 12:08

 
 Ad essere stato rubato è uno dei simboli della cultura e della tradizione cimbra del territorio. Per ritrovarla è stata persino offerta una ricompensa di 1000 euro a chi dovesse aiutare le forze dell’ordine

SELVA DI PROGNO. Il furto è avvenuto nella notte fra giovedì 27 e venerdì 28 febbraio: ignoti hanno asportato l’intera colonnina della così detta Madonna della Brea, un simbolo e icona della Lessinia. L’allarme è stato lanciato dai proprietari del terreno dove era custodita la colonna votiva, a Selva di Progno.
La pista battuta dalle forze dell’ordine è quella del furto su commissione, l’opera infatti venne realizzata dallo scultore veneto Francesco Gugole vissuto a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Si tratta di una colonnetta votiva bifacciale che raffigura da un lato la Pietà e sull’altro l’Assunzione di Maria che da alcuni viene definita “danzante” per via della particolare posizione. Probabilmente è stata proprio l’originalità dell’opera a ingolosire i ladri.
La comunità della contrada di Brea è affranta dalla scoperta, il sindaco di Selva di Progno, Marco Cappelletti, ha commentato: “Questo è un crimine contro la nostra civiltà, spero che non resti impunito”. Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha deciso di passare dalle parole ai fatti offrendo una ricompensa di 1000 euro a chi dovesse aiutare le forze dell’ordine a recuperare la colonna votiva.
 “Il valore non è economico ma culturale e devozionale per il territorio – spiega Valdegamberi – è un pezzo di cultura e tradizione cimbra del territorio che è stata sottratta”.
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2019Dar kholl: an alta arbot von Zimbarn 
 "Giornale Trentino" 24. September 2019

 
 Frassino, carpino, faggio, nocciolo e betulla, tagliati ed accatastati ad arte, sono gli ingredienti di un rituale millenario tipico della Montagna alta del carbon, come veniva chiamato una volta l’Altopiano della Lessinia: la Kholgruabe – la Carbonaia – era il procedimento con cui i vecchi Cimbri veronesi producevano il carbone che poi rivendevano nelle città delle valli venete fin dal Medioevo. Un camino di terra da riempire con braci e pezzetti di legno verde, una combustione lenta sorvegliata dai carbonai giorno e notte, perché tutto si svolgesse secondo le ligie regole del carbone, erano un vero e proprio rituale dell’antico oro cimbro, tipico di questi mesi di primavera tra maggio e giugno.

 Von AvT
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2019"Spuren der Langobarden und offene Fragen" 
 "Vilsbiburger Zeitung" 12. September 2019

 
 Eines ist sicher. Das Cimbrische ist die älteste heute noch gesprochene Form der deutschen Sprache,
genauer ihrer oberdeutschen Ausprägung. Wer die Vorfahren der Cimbern waren, der Bewohner deutscher
Sprachinseln in Oberitalien, in den heutigen Provinzen Trient, Verona und Vicenza,
das ist bei weitem nicht so eindeutig zu klären, wie man es meistens zu hören und zu lesen bekommt:
Das wurde bei einem Wissenschaftler-Treffen am zweiten Tag der Feiern zum 50-jährigen Bestehen
des Cimbern-Kuratoriums deutlich.

Symposium in Velden: Wissenschaftler auf Suche nach der Herkunft der CImbern und ihrer Sprache.

 Von Elmar Stöttner
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2019"Das älteste Bairisch spricht man in Italien" 
 "klartext.la" 08. September 2019

 
 Das nun fünfzigjährige Bestehen feierte der Verein am Wochenende vom 07. und 08. September in Velden an der Vils, dem Wohnort des jetzigen Vorsitzenden Jakob Oßner. Das Festprogramm war gekennzeichnet von einem Italienisch-zimbrischen Markt auf dem Veldener Schulhof. Verschiedene Köstlichkeiten aus der Region konnten verkostet werden, wie Wein, Käse, Würste und Schinken aller Art. Backwaren wurden von der Bäckerei Elsaß aus Velden angeboten. Die Besucher des Festes machten davon großen Gebrauch. Für Unterhaltung sorgten der „Veld`ner Blechhaufa“, die Goaßlschnoizer aus Hinterskirchen, die Böllerschützen (Trombini) aus Baldia Calavena, die Kindertrachtengruppe Gebensbach, der Männerchor Wurmsham, der Bürgermeisterchor des Landkreises Landshut un die Rock-Band Bait Hüttar.

In der Aula der Schule konnten die Mitglieder des Vereins und Besucher der Veranstaltung wissenschaftliche Vorträge mit anschließender Diskussion mit Prof. Dr. Remigius Geiser, Salzburg – Mag. Oliver Baumann, Frankfurt – Prof. Dr. Dr. Heydenreuther, München – Dr. Ingeborg Geyer, Wien - Dr. Francesco Zuin, Trient erleben. Moderiert wurde die Diskussionsrunde vom Sprachenwissenschaftler Dr. Reinhard Bauer.

 Von Hans-Joachim Lodermeier
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2019Dialektpreis Bayern 2019 geht nach Velden 
 "Vilsbiburger Zeitung" 06. September 2019

 
 Die zimbrische Sprache gilt als ältester bayerischer Dialekt.
In Velden im Landkreis Landshut hat das Cimbern-Kuratorium Bayern seinen Sitz.
Und gestern haben die Cimbern-Freunde aus Niederbayern den Bayerischen Dialektpreis bekommen.

 Der Verein hat sich zur Aufgabe gemacht, Sprache und Kultur der Zimbern zu pflegen. Die zimbrische Sprache, die als ältester bairischer Dialekt gilt, wurde den Angaben zufolge durch Siedler aus Oberbayern zwischen 1050 und 1350 nach Oberitalien gebracht und ist dort in einzelnen Sprachinseln nach wie vor lebendig. Preisträger für Oberbayern ist unser Vorstandsmitglied Prof. Dr. Anthony Rowley - das Bayerische Cimbern-Kuratorium erhielt den mit 1.000 EUR dotierten Preis für die Region Niederbayern Überreicht wurde der Preis von dem Bayerischen Staatsminister für Finanzen und der Heimat, Albert Füracker, die wunderbar erfrischende Maria Schieder (ANTENNE Bayern) führte als Moderation "Regie".


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2019Wo sie reden wie die Bayern vor 800 Jahren 
 "SZ.de" 03. September 2019

 
 Auf Sprachinseln in Italien hat sich die älteste noch gesprochene Form des Deutschen erhalten.
Das Cimbern-Kuratorium fördert den Erhalt dieser Kultur.

Vor zehn Jahren sah es noch so aus, als gehe das Zimbrische unrettbar verloren. Dass es immer noch existiert, ist nicht zuletzt einem Verein zu verdanken, der sich Bayerisches Cimbern-Kuratorium nennt und am Wochenende sein 50-jähriges Bestehen feiert. Seine Anfänge gehen auf einen Mann namens Hugo Resch zurück, den das Arbeitsamt München einst nach Norditalien geschickt hatte, um dort Gastarbeiter anzuwerben. In abgelegenen Bergdörfern entdeckte er den alten Dialekt.

 Von Hans Kratzer, Velden
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2019Studi, analisi e ricordi nel Quaderno Cimbro 
 "Il Giornale di Vicenza" 03. Juli 2019

 
 È uscito il nuovo quaderno di Cultura Cimbra, la settantunesima pubblicazione periodica dell’Istituto cimbro di Roana. Il volume raccoglie numerosi studi e analisi dell’antica parlata altopianese a partire da una testimonianza scritta di Giovanni Vescovi “Vischofar”, redatta in cimbro, sullo sviluppo dell’idioma ai giorni nostri, seguita da un articolo dello studioso Luca Panieri dal titolo “La nuova normalizzazione ortografica del cimbro”. Partendo dalla nuova banca dati informatizzata, Panieri precisa le norme ortografiche che rendono utilizzabile il dizionario online dal punto di vista della scrittura basata su una coerente correttezza grammaticale.

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2019Minderheiten in der Region: Sprache und Kultur fördern 
 "VOX News Südtirol" 20. März 2019

 
 Über Vorhaben der Zimbern im Speziellen und der Sprachminderheiten der Region im Allgemeinen hat Regionalassessor Manfred Vallazza mit Vertretern in Lusern gesprochen.

 Mit den Vertretern der kleinsten Sprachminderheit in der Region Trentino-Südtirol, den Zimbern, einer deutschsprachigen Minderheit im Trentino, hat sich Regionalassessor Manfred Vallazza am Mittwoch, 20. März, im 260-Einwohner-Dorf Lusern zu einem Gespräch über Vorhaben zum Schutz, dem Erhalt und der Förderung der Sprache von Minderheiten getroffen. Die Zusammenkunft in Lusern bildet den Auftakt einer Reihe von Treffen mit den Vertretern aller anerkannten Minderheiten in der Region, bei denen sich der Assessor im Detail über deren Anliegen informiert und bei denen Synergien für Minderheitenanliegen gefunden werden sollen.


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2019Parlare il cimbro, via al corso con i veri portatori della lingua 
 "L'Arena" 24. März 2019 
 «Tzimbar burtzan» (Radici cimbre): si chiama così il corso di lingua e cultura cimbra che sarà presentato domani, alle 20.30, al Centro di cultura ambientale adiacente al municipio di Selva di Progno. Sono 10 incontri settimanali (il lunedì sempre alle 20.30 al Centro ambientale) proposti dallo Sportello cimbro del Comune, con il sostegno delle associazioni culturali De Tzimbar ’un Ljetzan e Curatorium cimbricum veronense. Al lavoro indefesso della studiosa Antonia Stringher si affiancherà, da quest’anno, la collaborazione di Nicolò Boniolo, di San Rocco di Piegara, nonni cimbri, una smisurata passione per le lingue nordiche (ne conosce e ne parla una decina) e di Marco Dal Bosco per la parte multimediale. Vittorio Zambaldo
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2018Die Walser von Bosco Gurin 
 "Dolomiten" 8. November 2018 
 SPRACHINSEL: Auch im Tessin gibt es ein Walser-Dorf – Eine landschaftlich wie kulturell einzigartige Gemeinschaft – Sie wird Mitglied im Sprachinselkomitee

Einige der deutschen Sprachinseln sind recht bekannt, so das Fersental, Lusérn und die Sieben Gemeinden auf der Hochfläche von Sleghe/Asiago. Andere kennt man vielleicht weniger, vor allem jene im Westen. Zu ihnen zählt Bosco Gurin im Tessin, das Walser-Dorf in der Schweiz. In 4 Staaten befinden sich Walser-Gemeinschaften: in der Schweiz, in Österreich, in Liechtenstein und in Italien.

 Von Luis Thomas Prader
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2018Tzimbar Lentak! - Auf den Spuren der Urbayern / Im Mahlwerk der Politik 
 "SZ.de" 20. Juli 2018 - 24. Juli 2018 
 Ein Besuch im Dorf Lusern, dessen Einwohner immer noch so sprechen wie vor 1000 Jahren

"Dass das Zimbrisch am Sterben sei, hat man schon vor 150 Jahren behauptet", sagt Luis Thomas Prader, Sekretär des Sprachinselkomitees in Oberitalien. Und doch gibt es sie noch, die Zimbern sagen selber "Tzimbar lentak" - das Zimbrische lebt. Eines steht für Prader fest: "Heute schämt man sich nicht mehr, die eigene Sprache zu gebrauchen, man ist stolz darauf, sie zu pflegen."
Auch Luigi Nicolussi ist zuversichtlich, dass die Sprache überleben wird. Das Kulturinstitut im Ortszentrum trägt seinen Teil dazu bei mit Sprachkursen und Kinderprogrammen. Sogar Fernsehnachrichten auf Zimbrisch gibt es inzwischen. Und mit einem aufwendig gestalteten Heimat- und Naturmuseum lockt Lusern inzwischen Touristen in den Ort, um ihnen zu zeigen: Wir sind noch da.
Nicolussi hofft deshalb, dass die Sprachinsel der Urbayern noch lange erhalten bleibt. Er sagt: "Wenn wir wollen, kann unsere Sprache weiter bestehen. Immerhin leben wir hier seit tausend Jahren inmitten von Italienern und haben unsere Sprache dabei lebendig gehalten. Wir sind der harte Kern."

 Von Sebastian Beck und Hans Kratzer
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2018Mir gehen heute Kirchen 
 "SZ.de" 03. Mai 2018

 
 Sprechen ohne Präposition ist keineswegs eine Erfindung junger Kiezbewohner. Ein Band über Alpindeutsch verblüfft mit Einsichten in die traditionelle Sprache

Das starke Einsickern englischer Wörter in die deutsche Sprache wird aus mancher Ecke heftig beklagt. Umgekehrt fanden aber auch deutsche Wörter Eingang in die Weltsprache Englisch, natürlich in bescheidenem Umfang. Immerhin gelten manche dieser Wörter bereits als Klassiker des Englischen, beispielsweise Blitzkrieg, Bratwurst und Kindergarten. Auch aus der Bergwelt hat sich das Englische deutsche Sehnsuchtswörter einverleibt, etwa Alphorn, Wanderlust und Alpenglow (Alpenglühen). Schon deshalb gebührt der Johann-Andreas-Schmeller-Gesellschaft ein Lob, hat sie doch ihr aktuelles Jahrbuch der deutschen Sprache im Alpenraum gewidmet. Diesem Phänomen wurde bislang wenig Beachtung geschenkt, obwohl es viel Überraschendes über unser Sprechen sowie über unser kulturelles Selbstverständnis enthält..

Alpindeutsch. Einfluss und Verwendung des Deutschen im alpinen Raum. Hrsg. von Nicole Eller-Wildfeuer, Paul Rössler und Alfred Wildfeuer. Edition Vulpes, Regensburg 2018, 268 Seiten.

 Von Hans Kratzer
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2018Südlichste bayerische Tracht und Sprache in den Laimbachtälern 
 "Traunsteiner Tagblatt" 03. März 2018

 
 Kurzer Einblick in die Zimberngeschichte – Teil II
Wie sah es aber Anfang des 11. Jahrhunderts in den links der Etsch liegenden Laimbachtälern aus?

So geht aus einer Urkunde des Jahres 1240 hervor, dass im Brandtal-Vallarsa 200 Allemannen wohnten.

Viele Jahrhunderte lang nutzten Priester, Mönche und Pilger auf ihrem Weg nach Rom oder Jerusalem die Straße über den Brennerpass. Mehrere Pilger und Händler haben geschrieben, dass sie bis Berne- Verona die italienische Sprache nicht gebraucht haben, also Zimbrisch die Umgangssprache war. (Heute gilt das nördlich gelegenere Salurn als offizielle Sprachgrenze, der Verf.) Dies zeigt, dass sie die Bergübergänge vorzogen und nicht durch das rätisch-romanisch geprägte Etschtal gereist sind.

 Von Ludwig Schick
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2018Die südlichste bairisch-historische Tracht gibt's im Trentino 
 "Traunsteiner Tagblatt" 24. Februar 2018

 
 Bewohner der Laimbachtäler lassen die zimbrische Kultur und Tradition wieder aufleben Teil I

Die Tracht erinnert an die Sarner Tracht bei Bozen…. Sensationell und hilfreich zugleich war die Entdeckung, die der Laimtaler Maurizio Stedile in Brasilien machte, als er die Nachkommen ausgewanderter Verwandter besuchte: Sie holten aus einer Truhe die über Generationen hinweg fein säuberlich aufbewahrte Brandtaler Tracht hervor, die sich überaus hilfreich für die originalgetreue Nachbildung erwies. Ein weiterer Zufall wollte es, dass in einem Antiquitätengeschäft in Wien ein Bild gefunden wurde, auf dem die Trachten der Laimbachtäler gezeichnet sind, die mit der Beschreibung in den Texten übereinstimmen.

 Von Ludwig Schick
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2017I Cimbri dell'Altopiano di Asiago 
 "Nazione Indiana" 07. Januar 2017

 
 Si calcola che fossero circa 20.000 le ‘anime’ che parlavano cimbro alle soglie dell’età moderna, nel Cinque- Seicento, distribuite intorno ad Asiago, in una zona pre-alpina che si allargava su territori delle attuali province di Trento, Vicenza e Verona. Un’area limitata ad ovest dalla bassa Val d’Adige, a nord dalla Valsugana, ad est dal territorio pedemontano delle cittadine vicentine di Bassano, Schio, Thiene e Valdagno, per sconfinare a sud nella Lessinia veronese. Il cuore di questa area cimbra era la piccola ‘Reggenza’ dei 7 comuni, sull’altipiano di Asiago (confinante con quello di Lavarone, appena oltre il passo di Vezzena). Questa ‘Spettabile reggenza dei Sette Comuni’ – Hòoge Vüüronge dar Siban Komàüne in cimbro – godeva di condizioni di quasi completo autogoverno, pur all’interno della compagine della Repubblica di Venezia dal 1405, quando in funzione difensiva contro vicini più aggressivi era intervenuto uno ‘spontaneo atto di dedizione’, pattuito in cambio del riconoscimento dei propri antichi statuti di autonomia.

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2017Am Laimbach lebt zimbrische Sprache auf 
 "Dolomiten" 04. Januar 2017

 
 SPRACHMINDERHEIT: Wörterbuch löst sprachlich-kulturelle Lawine aus – Die zimbrische Sprache gilt als älteste lebende bayerische Mundart

In den Bergweilern am Laimbach lebt die deutsch-zimbrische Sprache auf. Das erstmals erschienene deutsch-zimbrische Wörterbuch der Laimbachtäler hat die Bergbewohner aus ihrem hundertjährigen Dornröschenschlaf geweckt und eine kleine sprachlich-kulturelle Lawine ausgelöst.

Autor ist Hugo-Daniel Stoffella, der in seiner Freizeit in den letzten 6 Jahren systematisch alle noch heute verwendeten zimbrischen Vokabeln und Redensarten gesammelt und erhoben hat. Erstmals hat er in dieser Publikation auch die deutsche Wurzel jedes einzelnen zimbrischen Wortes ermittelt und aufgezeigt. Somit hat
er die bisherige gängige Auffassung, in den Laimbachtälern sei die alte deutsche Sprache vollkommen
 ausgestorben, widerlegt.


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2015I misteriosi Cimbri 
 "VicenzaToday" 17. November 2015

 
 Friedlichen Migranten oder blutrünstige Krieger? Sicher ist, dass isolierte Gebiete wie die Hochebenen der 7 Gemeinden
dieser Bevölkerung ein freies Land und einen sicheren Ort geboten haben. Spuren ihrer Siedlungen sind noch heute sichtbar
 und einige Dutzende von Menschen, die die Sprache sprechen 

„Pacifici migranti o sanguinari guerrieri? Quel che è certo è che nei territori isolati come l’Altopiano dei Sette Comuni,
questa popolazione ha trovato terre libere e una posizione sicura. Tracce dei loro insediamenti sono ancora visibili
 e alcune decine di persone ne parlano la lingua“


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2015Ein neuer Weg zu den deutschen Sprachinseln 
 "Dolomiten" 10. Oktober 2015

 
 Die deutschen Sprachinseln in Italien haben eine neu gestaltete Homepage. Ein Besuch lohnt sich. Der User bekommt eine Übersicht über jede der 16 Gruppen geboten, und wer will, kann vertiefende Informationen bekommen, indem er das per Klick online abrufbare Kapitel der betreffenden Gruppe aus dem Standardwerk „Lebendige Sprachinseln“ abruft. Am Rand der Seite hat er sofort alle Kontaktdaten zur Verfügung.

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2015Tornano le lezioni di cimbro per tener viva la lingua madre 
 "L'Arena" 17. März 2015

 
 Tornano le lezioni di cimbro per tener viva la lingua madre. Ci saranno anche due giovani di Bolca e Campofontana che sanno già scrivere e dialogare e assisteranno l'insegnante. Ci sono già una cinquantina di iscritti al primo corso di lingua cimbra che lo Sportello linguistico cimbro del Comune di Selva di Progno, finanziato con i fondi della legge 482/99, organizza in collaborazione con l'associazione culturale De Tzimbar 'un Ljetzan, il Comune di Selva di Progno e il Curatorium Cimbricum Veronense. Vittorio Zambaldo

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2014Wir sind die Letzten, aber kein Museum! 
 "F.A.Z." 21. Mai 2014

 
 Überlebenskampf in Norditalien. Kaum mehr als tausend Menschen sprechen noch Zimbrisch.
Dennoch hält man auf der Hochebene von Lusern in Norditalien an dieser uralten Sprache
 und ihrer Kultur fest - und hofft auf den Tourismus als Überlebensretter.


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2014Die Zimbern – eine vergessene deutsche Minderheit in Norditalien organisiert sich! 
 "EJM" Mai 2014

 
 Am 7. September 2013 wurde vor einer Notarin in Asiago die „Federazione Cimbri 7 Comuni – Lègan Tzimbris bon Siben Komoine“ (Zimbern-Bund der Sieben Gemeinden) gegründet. Seinen Sitz hat der Verband im Rathaus von Robaan/Roana. Sein Ziel ist es, die Kenntnis der zimbrischen Sprache zu bewahren und zu fördern, die zimbrische Kultur, Bräuche, Traditionen und Namensgebung zu schützen, das Zimbrische aufzuwerten und darin mit allen in Frage kommenden Institutionen zusammenzuarbeiten, vorzugsweise auch mit den zimbrischen Kulturinstituten und den Vereinigungen der Zimbern in Lusèrn (Provinz Trient, Region Trentino-Südtirol) und in den Dreizehn Gemeinden (Provinz Verona, Region Veneto) sowie im Cansiglio (Region Veneto), einem Karstgebiet südöstlich von Belluno, in das zu Beginn des 19. Jahrhunderts eine gewisse Anzahl von Zimbern aus den Sieben Gemeinden ausgewandert war. Der Zimbernverband sucht aber auch den Austausch mit Institutionen der anderen deutschen Sprachinseln und -minderheiten. Mitglied des Vereins kann jeder werden, der in das Zimbernregister eingetragen ist, ebenso all jene, welche die Ziele des Vereins mittragen. Erster Präsident des Zimbernverbandes ist Francesco Rodeghiero aus Ghenebe/Enego; er steht an der Spitze des neunköpfigen Vorstandes. Dieser setzt sich aus je einem Vertreter der zimbrischen Gemeinden der Hochebene zusammen. Ungeachtet des Namens Sieben Gemeinden gibt es acht politische Gemeinden im Zimberngebiet, seit sich 1796 Kunken/Conco von Lusaan/Lusiana gelöst hatte: Sleghe/Asiago, Robaan/Roana, Rotz/Rotzo, Lusaan/Lusiana, Ghel/Gallio, Vüsche/Foza, Ghenebe/Enego und Kunken/Conca. Zusätzlich zu je einem Vertreter dieser acht Gemeinden muss im Vorstand des Zimbernverbandes auch ein Repräsentant von San Pietro Valdastico/Pedescala sitzen, das in alter Zeit zur Gemeinde Rotz gehört hatte. Als nächsten Schritt strebt der Verband die Gründung je eines Zimbernvereins in den einzelnen Gemeinden an, die als lokaler Unterbau des Verbandes tätig sein sollen

 Von Hatto Schmidt.
 Download Artikel (pdf)05/2014
 
2013Zimbern-Verband nimmt die Arbeit auf 
 "Dolomiten" 26. November 2013

 
 7 Gemeinden: Nach dem Dachverband sollen nun auch Ortsgruppen gegründet werden - Vertretung als Minderheit

 Download Artikel (pdf)11/2013
 
2013Das Dorf der versteinerten Sprache 
 "Wiener Journal" 23. August 2013

 
 Das Dorf Lusérn in Norditalien ist vielleicht der letzte Ort der Welt, an dem Zimbrisch gesprochen wird.
Während die Bewohner lange gegen die Diskriminierung als Minderheit kämpfen mussten,
 droht heute die Sprache aus wirtschaftlichen Gründen zu verschwinden.


 Download Artikel (pdf)08/2013
 
2012Bolkhent in lont von Zimbarn : Deutsche Sprachinseln in Italien, Teil II 
 "Sprachinsel" 68. Heft 6. Dezember 2012. S. 178-184

 
 «Biar soin Cimbarn» («Wir sind Zimbern») lautet der Titel eines Musiktonträgers aus Lusérn.
Mit dem «zimbrischen gaprecht» (der «zimbrischen Sprache») aus den Sieben Gemeinden befassen sich
Sprachexperten aus Innsbruck und Salzburg. Die Zimbern aus den Dreizehn Gemeinden pflegen mit ihrem
«taucias gareida» («deutschen Gerede») enge Kontakte zu Bayern, und bei der zimbrischen Gemeinschaft
 des Cansiglio sagen manche Menschen: «Ich pin Tzimbar»


 Download Artikel (pdf)12/2012
 
2012Zimbern nehmen Schicksal in die Hand 
 "Dolomiten" 27. November 2012

 
 7 Gemeinden: Alteingesessene Bewohner gründen politische Vertretung in Anlehnung an ihre historische Republik

 Download Artikel (pdf)11/2012
 
2012Sprechen die noch Deutsch...? : Deutsche Sprachinseln in Italien, Teil I 
 "Sprachinsel" 68. Heft 5. Oktober 2012. S. 140-146

 
 Sprechen die noch Deutsch ...?» In Südtirol wird mir diese Frage sehr häufig gestellt,
denn auch die dortigen Deutschsprachigen wissen wenig über jene Welt ausserhalb
 ihres kompakten Siedlungsgebiets, die da heisst: deutsche Sprachinseln in Italien.


 Download Artikel (pdf)10/2012
 
2012A naüga tür vor da Zimbar zung 
 "Rivista - Vita Trentina" 25. Juli 2012

original
 Dar Profesór Bidese hatt gitzoaget in Lusérnar soi libar “Das Zimbrische von Giazza”

 Download Artikel (pdf)07/2012
 
2011In Lusern spricht man Zimbrisch: Die letzten Bayern Italiens 
 "n-tv" 17. September 2011

 
 In Lusern wird jede Geburt als Geschenk gefeiert. Schließlich leben in dem Dörfchen nur noch 300 Einwohner, die Zimbrisch sprechen, eine alte bairische Mundart, die sich durch den Schutz der Berge erhalten konnte.

 Download Artikel (pdf)09/2011
 
2011An summar voll kultur 
 "Rivista - Vita Trentina" 29. Juni 2011

 
 Dar Kulturinstitut Lusérn macht bizzan ke von 13 vo sunio makma insraim di khindar in "Giardino di infanzia estivo 2011".

 Download Artikel (pdf)06/2011
 
2010Altbairische Sprachinseln in Norditalien 
 "Heimatzeitung.de" 30.09.2010

 
 Die Nachkommen mittelalterlicher bairischer Siedler bei Trient, Verona und Vicenza.

 Der sich in den letzten 50 Jahren dramatisch entwickelnde Rückgang des Cimbrischen ist vor allen auf die verkehrstechnisch verbesserten Anbindungen an die Täler und den Wegzug großer Teile der jungen Generation mangels Arbeitsplätzen zurückzuführen.


 Download Artikel (hz100930.pdf)09/2010
 
2010Dal Tedesco Antico al Cimbro 
 "uniTN Anno XII Numero 117" Agosto-Settembre 2010

 
 Conversazione col professor Werner Abraham dell’Università di Vienna di Ermenegildo Bidese.

 L’attuale interesse per il cimbro da parte della linguistica moderna va visto come il risultato dell’incontro tra la dialettologia e la linguistica generativa


 Download Artikel (ut100809.pdf)08/2010
 
2008Kleinste deutsche Sprachinsel 
 "Deutschlandfunk" 11. Mai 2008 
 Die zimbrischen Dörfer im norditalienischen Trentino.
Die Provinz Trento in Norditalien kümmert sich seit einigen Jahren intensiv um ihre drei kleinen Bevölkerungsminderheiten, rechtfertigen doch gerade sie die Autonomie gegenüber dem Rest Italiens. Neben den Ladinischen Tälern mit ihrer Rätoromanischen Minderheit, dem Val dei Mochini/Fersental, wo eine Mischung aus Tiroler und Bayerischem Dialekt gesprochen wird gibt es noch die Hochebene der zimbrischen Dörfer südlich von Trient: Folgaria, Lavarone und Luserna. Es ist die südlichste, älteste und heute kleinste deutsche Sprachinsel auf der Welt.

 Von Katrin Kühne
 Download Artikel05/2008
 
2006Tzimbar Lentak - das Zimbrische lebt 
 "F.A.Z." 30. August 2006 
 In Norditalien mühen sich altdeutsche Sprachgemeinschaften um ihren Fortbestand

Abwanderung war mangels wirtschaftlichen Fortkommens in dem als Einöde empfundenen Geburtsort nach dem Zweiten Weltkrieg zunächst gang und gäbe. Vornehmlich in den sechziger und siebziger Jahren suchten die Jungen Arbeit und Wohlstand im Ausland. Auch Nicolussi Castellan verbrachte zwölf Jahre in Deutschland. Seit seiner Rückkehr sah es der gelernte Grundschullehrer als seine Hauptaufgabe an, "zu verhindern, daß aus Lusérn ein normales italienisches Dorf wird".

 von Reinhard Olt
 Download Artikel08/2006
 
2006Alltag auf Mittelhochdeutsch 
 "Deutschlandfunk" 20. Mai 2006 
 Das Dorf Lusern in der norditalienischen Provinz Trentino liegt so abgelegen, dass sich dort seit fast 1000 Jahren ein althochdeutscher Dialekt gehalten hat. Die Vorfahren der Bewohner kamen im 12. Jahrhundert aus Bayern. Was Lusern heute zum Anziehungspunkt für deutschsprachige Touristen macht, bot in den letzten Jahrhunderten allerdings reichlich Konfliktstoff. Das deutschsprachige Dorf geriet immer wieder in politische Auseinandersetzungen zwischen den Regierungen im Süden und im Norden Italiens.

 Sendung von Michael Brandt
 Download Artikel05/2006
 
1997Lusern - die südlichste deutschsprachige Sprachinsel 
 "Moesslang.net" 07.06.1997 
 Die zimbrische Sprache wird als "Altdeutsch" oder als entsprechend der "neuhochdeutsche südwestbayerische Mundart, die im 11° bis 13° Jahrhundert entstanden ist" anerkannt. Über Sprache und Geschichte, der "sogenannten Zimbern", haben viele Wissenschaftler ihre Studienergebnisse veröffentlicht (in deutscher Sprache u.a.: Bergmann Josef, Bass Alfred, Bacher Josef, Baum Wilhelm, Heller Karin, Hornung Maria, Kranzmayer Eberhard, Resch Hugo, Schmeller Johann Andreas, Schneller Christian, Schweizer Bruno, Tyroller Hans, Wurzer Bernhard, Zingerle Jgnaz Vinzenz)

Enge Verhältnisse zwischen dem deutschen Sprachraum mit den Gebieten der heutigen Provinzen von Trient, Verona, Vicenza sind schon im 10° Jahrhundert nachgewiesen. Um das Jahr 1055 sind Einwanderungen aus dem Raum des Benediktiner-Kloster "Benediktbeuren" nach den Lessinischen Berggebieten der Abtei S.Maria in Organo von Verona beurkundet. Die Diözese Freising hatte damals (seit 972) Besitze am Rande der Sieben Gemeinden von Vicenza, sowie auch die herrschende Familie mit deutscher Herkunft der Ezzelino da Romano (1036-1260), die mit Friedrich Barbarossa befreundet war. Es ist sehr wahrscheinlich, dass auch durch diese Beziehungen Einwanderungen aus dem deutschsprachigen Raum erfolgten.

 Der Prinzbischof von Trient Friedrich von Wangen genehmigte (1216) Einwanderungen aus den Sieben Gemeinden auf die Hochebene von Folgaria und Lavarone, um diese Berggebiete zu roden und wenigstens 20 Höfe zu gründen. Kurze Zeit danach zogen einige Familien von Lavarone auf die Lusernerhochebene. Sie bezahlten den Pacht an die Pfarrei Brancafora im Asticotal, da dieselbe das Gebiet über den Bischof Sibicone von Padua vom König Berengario (917) erhalten hatte. Lusern erlangte die Selbstständigkeit als Gemeinde am 4. August 1780, und hatte ca.250 Einwohner.
 Download Artikel06/1997
 
1997Call me Nicolussi, just to avoid confusion 
 "Independent.co.uk" 14.04.1997 
 Nicolussi. The name derives from Giovanni Nicolucius, a 15th-century notable who drew up the borders of the Seven Communes of Vicenza on behalf of Count Trapp of Caldonazzo. Nicolucius was given Luserna as a reward for his efforts, and the villagers, most of whom were originally settlers from Bavaria, promptly changed their names to his.
 Download Artikel (ti670414.pdf)04/1997
 
1997Il partito del cognome unico 
 "Repubblica.it" 12.04.1997 
 Nicolussi. Discendono tutti, probabilmente, da quel Giovanni Nicolucius che cinque secoli fa fu convocato dal conte Trapp nel castello di Caldonazzo, per tracciare i confini dei Sette Comuni vicentini..
 Download Artikel (rb970412.pdf)04/1997
 
1996"Altopiano: an historical outline" by Patrizio Rigoni 
 "IHS Journal" Volume 4, number 2 - July/December 1996 
 The following is an edited version of an article published in the Italian regional magazine "Asiago: Ieri, Oggi, Domani No. 45/46 Dec. 1993". This article will be of interest to the many Cimbri descendants who now live in Australia. The Society wishes to than the author for his permission to reprint it.
 Download Artikel (Vol 4.2 1996)07/1996
 
1990Die letzten Bajuwaren 
 "Die Zeit" 12.10.1990 
 Auf der Hochebene von Asiago sprechen die Alten noch zimbrisch.

Kaiser Barbarossa bestimmte 1182, daß die Region, die einmal den Langobarden gehört hatte, dann fränkische Grafschaft gewesen war und von Otto I dem Herzogtum Bayern zugeschlagen wurde, fortan nach deutscher Verfassung regiert werde Barbarossa besiedelte das Land mit Bayern, Kolonisten aus dem Raum Partenkirchen, von der Loisach, der Ammer, dem Lech.

 Von Friedrich Gorski
 Download Artikel10/1990
 
1976Bierprobe diesmal mit cimbrischen Mädchen 
 "Vilsbiburger-Zeitung" 05.1976 
 Hinterskirchen. Es war die 9. Bierprobe zu einem Hinterskirchenener Volks- und Heimatfest ...
Die Attraktion des Abends waren zwei 20jährige Mädchen, Marcella Azzolini und Karmen Fabris, die in Begleitung des Cimbern-Experten Hugo Resch aus Velden kamen und sich gleich an dem gemütlichen Biertest beteiligten.
 Download Artikel05/1976
 
   = zimbrisch
    
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